Nel 1992 è stato istituito il Museo dell’Agro Veientano che avrà come sede Palazzo Chigi di Formello, ora in restauro grazie a fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lazio, della Provincia di Roma e del Comune stesso. Il Museo illustrerà tutte le fasi storiche, con reperti provenienti da un ampio territorio, corrispondente a quello del Comune di Formello e quello di Roma, per la massima parte in ciò che oggi è il XX Municipio.
L’itinerario di visita all’interno del piccolo museo viene indicato dai numeri delle didascalie: un piccolo viaggio nel tempo dal IX secolo a.C. al XVI secolo d.C.
Le prime due vetrine sulla destra per chi entra mostrano ceramiche provenienti dal territorio di Veio (“l’agro veientano”): impasti e ceramiche di argilla depurata (l’Italo-geometrico) nella prima vetrina e buccheri nella seconda.
Il grande segnacolo di una tomba in tufo giallo (in mezzo alla stanza, a sinistra) proviene dalla Necropoli di Veio - Grotta Gramiccia e raffigura il tetto di una capanna.
Nella terza vetrina reperti di età repubblica o della prima età imperiale, come le ceramiche da località Spezzamazze (II- I sec. a.C.). E’ esposta una scelta della collezione numismatica, con monete dell’età romana, due tessere in bronzo e una placchetta in osso (segni di riconoscimento).
Nel ripiano inferiore troviamo anche i bolli doliari: timbri che davano informazioni sulla bottega che produceva tegole, mattoni o grandi dolii e che ci aiutano nella datazione.
Nella quarta vetrina una serie di frammen- ti di teste, mani, braccia e piedi di età repubblicana: sono ex-voto (III-I sec.a.C.), probabilmente della famosa Stipe Lanciani ritrovata alla fine dell’800 alle pendici del pianoro di
Le due grandi statue di marmo di età imperiale, il Maripara e l’Imperatore, un tempo stavano all’ingresso del paese di Formello. Esse sono le uniche ad avere probabilmente fatto parte della collezione seicentesca del Cardinale Flavio Chigi e possono considerarsi quindi il primo nucleo del Museo.
Una serie di iscrizioni è distribuita sul lato opposto della stanza, con datazioni che vanno dall’età repubblicana, per l’altare dedicato ai Lari, in tufo (dietro al cippo etrusco), al IV sec. d.C., per un’iscrizione fune- raria cristiana proveniente dalla Domusculta Capracorum.
Nel ripiano centrale troviamo una serie di oggetti votivi - miniaturizzati perché sacri e non di uso comune - insieme ad alcune testine votive.
Uno dei contesti più importanti del territorio di Formello è quello del Tumulo di Monte Aguzzo e dei ritrovamenti fatti nelle vicinanze. La seconda vetrina mostra anche buccheri provenienti da una tomba del versante Nord di Monte Aguzzo; un bacile in bronzo da loc. Coda di Monte Aguzzo e alcuni reperti da una tomba in loc. Boschetto. Sempre dell’epoca orientalizzante una fibula proveniente dalla Necropoli di Monte Michele.
Da menzionare a parte è il frammento in terracotta di lastra Campana che decorava un tempio della prima età imperiale (loc. Prataccio).
Infine, alcune anfore e una piccola lucerna.I marmi comprendono un bel sarcofago da Formello loc. Selvapiana con il ritratto del defunto al centro e un busto acefalo (senza testa).
La visita si conclude con l’ultima vetrina che contiene maioliche di età rinascimentale provenienti dagli scavi del Centro storico di Formello e dal Palazzo Chigi stesso, monete di età medioevale e rinascimentale e lo Statuto del Comune di Formello (1554).
LA POSTAZIONE MULTIMEDIALE
La postazione multimediale all’ingresso del museo presenta una ricostruzione virtuale del Museo di Curiosità Peregrine, Naturali e Antiche del Cardinale Flavio Chigi, allestito a Palazzo Chigi almeno nel 1663- 1664, prima di essere trasferito nel Casino alle Quattro Fontane.
NOTIZIE STORICHE SULL’EDIFICIO
La sede attuale del museo fa parte del palazzetto acquistato nel 1617 da un certo Sante Papigno come residenza per il Comune. Recentemente sono stati trova- ti alcuni graffiti seicenteschi sulla parete sinistra per chi entra, visibili dietro un pannello. Nel Novecento lo stes- so ambiente è stato utilizzato come scuola e come posta- zione dei Vigili Urbani, mentre l’attiguo Palazzetto Vecchiarelli è stato acquistato nel 1956 dalla famiglia di Tommaso Vecchierelli, a lungo sindaco, di cui compaiano le iniziali nella lunetta del portone e sul paracarri all’angolo dell’ingresso.

