Broccoletto di Anguillara

Marchio PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali)

Il broccoletto appartiene alla famiglia delle crucifere o brassicacee, il nome deriva da broccus che significa germoglio. E’ caratterizzato da un fusto corto, foglie ondulate di colore verde intenso, con al centro piccoli fiori immaturi che costituiscono le cime. Come tutte le crucifere costituiscono un’importante famiglia caratterizzata da gusto amarognolo e leggermente piccante da crudo, e da un caratteristico odore solforato alla cottura. I principi attivi sono in particolare gli indolo-glucosinolati, potenti pesticidi naturali con cui la pianta si difende da vermi e funghi, ma che sull’uomo hanno potenti effetti antiossidanti e salutari.

La leggenda narra che il primo a coltivare questa pianta in Anguillara Sabazia sia stato un tale chiamato  ‘o Ciafero  che, durante una battuta di caccia, uccise un piccione,  nel cui gozzo trovò dei semi, incuriosito da tale ritrovamento li sparse nel terreno e dopo alcuni mesi ne ricavò un abbondante raccolto, si trattava appunto dei broccoletti. Molti studi testimoniano che inizialmente questa pianta veniva coltivata esclusivamente come foraggio per gli animali, ma probabilmente per fronteggiare la fame, anche gli uomini cominciarono a cibarsene scoprendone le qualità nutritive ed organolettiche. Vi è documentazione attestante che nei primi anni dell’ottocento il prefetto del Dipartimento del Tevere il conte Camille de Tournon, dal 1808 al 1814, fu incaricato da Napoleone Bonaparte di studiare le condizioni economiche e culturali della zona. Tournon nella sua relazione dettagliata raccontava che nelle vicinanze di Roma, nella comarca dell’Anguillara, si coltivavano i broccoletti da moltissimo tempo, sicuramente a partire dal XV – XVI secolo.

Curioso sottolineare che fino al 1950 venivano raccolte e mangiate solamente le infiorescenze e solo successivamente anche i gambi. Ancora oggi la coltivazione di questo ortaggio è molto attiva si calcola che copra circa 700 ha, interessi circa 12 aziende agricole e rappresenti una delle principali colture invernali. Il ciclo inizia con la semina che avviene a fine settembre, e già a distanza di tre settimane si ottengono i primi germogli e dopo qualche giorno inizia la raccolta. Sui fusti tagliati, dopo breve tempo, nascono ulteriori germogli ancora più gustosi e saporiti. Poi, la pianta sfiorisce assumendo un colore giallo chiaro.

Le cultivar che vengono utilizzate si possono dividere in due categorie: precoci (cinquantino, sessantino) e tardive (novantino, centoventino, aprilatico). Le due varietà precoci vengono autoriprodotte utilizzando seme di oltre trenta anni. La raccolta avviene manualmente quando la pianta ha raggiunto un'altezza di 30/40 cm ed inizia a formare i primi capolini fiorali.