Il Miracolo del Sorbo
A un pastorello, nativo di Formello oltrechè mencio, ossia mutilato della mano, apparve la Madonna; e per convincerne i suoi scettici compaesani, la stessa gli fece miracolosamente ricrescere l’arto.
Tale evento, motivo di pellegrinaggio e della costruzione del santuario da parte dei Formellesi, fu una delle ragioni della storica rivalità con Campagnano. Dal sito infatti si controllava l’intera valle, e già dal X secolo vi sorgeva un castrum, oggetto di ripetute contese giurisdizionali.
Il santuario nel 1592 venne però assegnato ai rivali, e la disputa devozionale fu risolta nella “Pasquetta dei Formellesi”, che pur di non incontrare i Campagnanesi ancora oggi festeggiano la Pasqua dell’Angelo… di martedì!
Una terra di pastori e contadini
Farnese, Chigi, Orsini, Frangipane, Colonna hanno per secoli frammentato l’identità di questa parte della Comarca di Roma, pure caratterizzata dall’economia feudale: pascolo ovino estensivo, terreni collettivi per il sostentamento individuale, castello baronale per brevi soggiorni suburbani.
Con il Regno d’Italia arriveranno le immigrazioni dal Reatino e dagli Abruzzi, e le occupazioni dei latifondi per reclamare maggiore giustizia sociale.
Ma anche oggi che il territorio è interessato da nuovi e più massicci spostamenti - i romani sono ormai la maggioranza - restano tracce di un passato antico nella produzione casearia e olivicola, e in lontane contaminazioni gastronomiche come nell’acquacotta o nei cappellacci.
Tanti percorsi, una sola meta
Le strade medievali non avevano un tracciato fisso. Il percorso poteva variare nel tempo a causa di guerre, alluvioni, pedaggi, brigantaggio o situazioni politiche. Si poteva deviare anche per motivi devozionali, per pellegrinaggi secondari o per esigenze di cura e sosta.
In altre parole non esisteva una sola Via Francigena, ma un insieme di percorsi, deviazioni e ricongiungimenti, che convergevano sulle principali submansiones e, infine, a Roma. Oggi come allora, la Via Francigena segue in parte gli antichi percorsi (come ad esempio la Via Cassia) e in parte è stata adattata alle esigenze dei moderni viandanti, evitando il più possibile strade trafficate e zone densamente urbanizzate.

